«La perfetta sinergia tra hardware e software»

«La perfetta sinergia tra hardware e software»

Febbraio 2019

Quali possibilità offre la visione della Smart Factory alle aziende attive nella lavorazione delle lamiere? Che ruolo specifico svolgono le macchine utensili e i software? E come vengono accompagnati gli operatori da Bystronic sulla strada verso la Smart Factory? Sono questi i temi trattati da Christoph Rüttimann, direttore tecnico (CTO) di Bystronic, in un'intervista rilasciata alla rivista specializzata Industrie Anzeiger.

Mona Willrett, Industrie Anzeiger

Dottor Rüttimann, in che modo Bystronic affronta l'argomento Smart Factory?

Noi poniamo sempre l'accento sul cliente. Vogliamo metterlo nella condizione di essere il più competitivo possibile, a prescindere dal fatto che produca piccoli lotti o grandi serie. La nostra visione è poter offrire una Smart Factory in cui tutti i processi – dalla richiesta di offerta alla consegna delle lamiere fino all'invio dei pezzi finiti – siano automatizzati. In tale contesto, il software costituisce naturalmente un elemento fondamentale, ma anche le macchine diventeranno sempre più veloci e precise. E affinché il concetto di produzione autonoma risulti efficiente, le macchine devono garantire un'alta disponibilità e un'affidabilità assoluta. La perfetta sinergia tra hardware e software consente di aumentare ulteriormente l'economicità.

Come si evolverà in futuro il rapporto tra software, interconnessione digitale e meccanica?

Al momento prevale ancora la meccanica. Presumo che sarà così per qualche altro anno, ma di certo non più di un decennio. A lungo termine sarà il software a diventare il componente dominante.

Una Smart Factory è di fatto già realistica nella pratica?

La Smart Factory è la nostra visione. Lungo questa via accompagniamo i nostri clienti passo per passo. In un primo momento si tratta di raccogliere, analizzare efficacemente e rappresentare in modo intuitivo i dati necessari, ad esempio con la nostra soluzione di monitoraggio ByCockpit. Il cliente è così in grado di prendere decisioni, ottimizzare i processi e agire a titolo preventivo. Ma questa è solo una delle tappe che portano alla fabbrica autonoma, in cui i dati sono utilizzati in maniera del tutto automatizzata per gestire i processi.

Dove si posiziona oggi Bystronic sulla via verso la Smart Factory?

Ci troviamo nelle prime fasi di sviluppo, come del resto tutti i nostri concorrenti. Il mercato in cui operiamo è ancora fortemente caratterizzato da piccole imprese, ad esempio produttori per conto terzi, che privilegiano singole macchine o celle automatizzate. È dunque il mercato a dettare il ritmo. Le soluzioni che offriamo sono invero già complete e automatizzate, ma non ancora del tutto interconnesse in un ambiente di rete. Va da sé che utilizziamo questi sistemi anche nelle nostre linee di produzione; un aspetto importante per l'ulteriore sviluppo, ma anche per convincere i nostri clienti.

Quali ulteriori tappe prevede la realizzazione di questa visione?

Noi suddividiamo l'intero processo in quattro fasi. La prima fase inizia con l'automazione e l'interconnessione digitale. La seconda fase consiste nel creare la connettività tra i sistemi per poter scambiare e raccogliere i dati che analizzeremo e valuteremo in una terza fase così da poter offrire, nella quarta e ultima fase, nuovi servizi tramite una piattaforma specifica. Non si tratta comunque di un processo seriale, bensì portato avanti in parallelo per le singole applicazioni. In un prossimo futuro vogliamo poter offrire una soluzione Smart Factory completamente automatizzata, in cui tutti i componenti risultano perfettamente adattati, e con un flusso produttivo ottimizzato, che permette inoltre di integrare macchine di altri fornitori. A tale scopo, consolidiamo sistematicamente la nostra competenza a livello di software.

Queste piattaforme non dovrebbero essere aperte e collegabili in rete con altre?

Assolutamente sì. Il sistema deve avere una struttura modulare che garantisca la necessaria connettività e che permetta di reagire tempestivamente al variare delle esigenze. Un altro aspetto fondamentale è la scelta di un partner affidabile che fornisca la necessaria soluzione cloud.

Quale sarà il ruolo dell'intelligenza artificiale?

Nelle macchine ci saranno sempre più sottosistemi in grado di ottimizzarsi autonomamente. Va detto comunque che al riguardo la costruzione delle macchine è ancora alle prime battute. Noi stiamo preparando già oggi i nostri sistemi di taglio, piegatura e automazione in vista di questo futuro equipaggiamento.

«Ai nostri clienti offriamo una consulenza dettagliata sulla via verso la Smart Factory. Possiamo mostrare loro ciò che sarà possibile realizzare a livello produttivo.»
«Ai nostri clienti offriamo una consulenza dettagliata sulla via verso la Smart Factory. Possiamo mostrare loro ciò che sarà possibile realizzare a livello produttivo.»

Quali moduli offre Bystronic per creare una Smart Factory?

Seguiamo la catena del valore aggiunto dei nostri clienti. In questo ambito offriamo soluzioni modulari, flessibili e all'occorrenza combinabili. Il ventaglio va dall'approvvigionamento e dalla gestione del materiale ai processi di taglio e piegatura automatizzati, passando per lo stoccaggio e l'intralogistica. Completa il nostro portafoglio un'ampia offerta di consulenza, finanziamenti e servizi legati a questi processi.

Per quali operatori risultano interessanti e sensati questi sistemi?

L'utilità è la stessa per tutti. L'obiettivo è avere una produzione economica, flessibile e di alta qualità. A livello di mercato constatiamo che le piccole imprese si uniscono ad esempio nell'ambito di una regolamentazione della successione o perché manca il personale qualificato e non c'è altra possibilità se non automatizzare. Va da sé che per le grandi imprese è più facile far fronte agli investimenti necessari. Le piccole imprese potranno a loro volta approfittarne in seconda battuta.

Quali premesse devono soddisfare gli interessati per trarne beneficio?

Gli interessati devono avere una visione chiara, un obiettivo concreto. Durante i colloqui ci rendiamo spesso conto che i potenziali clienti non hanno ancora un'idea precisa di ciò che vogliono o possono realizzare. Se i sistemi sono perfettamente integrati tra loro, in fin dei conti poco importa che la produzione sia di massa o a piccoli lotti. Le macchine sono infatti collegabili tra loro. Per contro, occorre una visione chiara per ciò che riguarda la modalità di integrazione dei processi a monte e a valle. Ecco perché ai nostri clienti offriamo una consulenza dettagliata sulla via verso la Smart Factory. Possiamo mostrare loro ciò che sarà possibile realizzare a livello produttivo.

Le aziende sono davvero disposte ad aprirsi e a condividere i dati?

Più i benefici diventano chiari, più i clienti sono disposti a condividere con noi i loro dati. Soprattutto quando capiscono che a noi servono soltanto dati macchina che non permettono di risalire al loro know how di processo. Tutto dipende dunque dalla fiducia dei nostri clienti. Maggiore è la quantità dei dati condivisi e migliori potranno essere le soluzioni offerte in futuro.

Qual è l'interesse mostrato finora dai clienti?

Dipende fortemente dalla cultura aziendale e dallo spirito di apertura. Ci sono clienti che continuano a rimanere focalizzati sulle macchine, ma anche clienti disposti vieppiù a condividere i dati, semplicemente perché ne riconoscono i benefici.

Bisogna effettivamente temere che questa tecnologia sopprimerà posti di lavoro?

Non la penso in questi termini. Di certo gli impieghi cambieranno. Determinati settori di attività andranno scomparendo, mentre emergeranno nuovi profili professionali. Finora, tutte le rivoluzioni industriali hanno sempre creato più posti di lavoro di quanti ne abbiano soppressi.

Qual è la filosofia di Bystronic nella creazione di una Smart Factory?

Nell'approntamento delle nostre soluzioni produttive contempliamo anche l'eventuale integrazione di fornitori terzi. Ai nostri clienti vogliamo così offrire la massima flessibilità possibile. Se volessimo paragonare la nostra filosofia con un sistema aperto tipo Android o un sistema chiuso come iOS, allora direi che tendenzialmente siamo sul fronte Android.

(L'intervista in lingua tedesca è stata pubblicata il 28 gennaio 2019 nella rivista specializzata Industrie Anzeiger 2.2019)

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